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Fair Play nel Golf : the Concession di Jack Nicklaus

Tony Jacklin

Ryder Cup

Jack Nicklaus

Il concetto è semplice: quello che c’è fuori non deve influenzare il gioco, ma il gioco e quello che trasmette deve poter influenzare ed ispirare gli altri. Nel nostro percorso di vita ( sportiva e non ) troviamo di tutto, si perde e si vince ed il golf – sotto questo aspetto – è un palcoscenico che non nasconde nulla e che alla fine ti dice quanto vali in quel momento, senza finzioni o mezzi termini. Il nostro bellissimo sport , a differenza di altri aspetti della vita e di altre discipline , non devrebbe mai farti mancare il rispetto per il tuo avversario che – proprio come te – si è battuto sino alla fine secondo le regole del gioco ed impegnandosi al massimo.

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Volontari , che passione..

Spesso sentiamo parlare dei Volontari che prestano servizio all’Open d’Italia di golf senza conoscere però il loro ruolo “fondamentale” per garantire il successo della manifestazione; abbiamo allora chiesto ad un “collaudato” volontario dell’Open d’Italia ( Paolo Calicchia ) di renderci partecipi della loro attività. Ecco cosa ci ha scritto.

Il 79° Open D’Italia di golf anche quest’anno si è svolto sul bellissimo campo del Marco Simone dal 15 al 18 settembre ed ha visto la partecipazione di 155 giocatori con una qualificata presenza di golfisti di altissimo livello quali Rory, Matt e Victor oltre ovviamente ai nostri Francesco , Guido e Filippo. La gara è stato un successo dovuto alla presenza di un pubblico disciplinato e numeroso, ma soprattutto grazie alla partecipazione straordinaria di circa 300 volontari e tra questi alcuni di assoluto rilievo quali Stefano, Omar e Michele, ma, a differenza dei giocatori la loro partecipazione all’open d’Italia è aperta anche alle donne e tra queste ci sono quest’anno personalità di spicco come Enrica, Rossana e Luciana.

Diciamolo pure, non si può dire Open senza i Volontari e le Volontarie che si dannano per una settimana per far sì che tutto fili liscio e che i giocatori possano giocare al meglio la loro gara. Voglio quindi mettere in chiaro quanto il ruolo dei volontari non è affatto secondario per garantire il successo della manifestazione ! Lavorano incessantemente dall’alba al tramonto sin dai giorni di prova campo e della ProAm che precedono la gara andando in campo pratica con i pro e raccogliendo, separando e lavando migliaia di palline per farle arrivare prontamente ai giocatori che inesorabilmente le scagliano il più lontano possibile nel driving range.

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Miguel Angel Jiménez : el golf y la vida buena

Tra i tanti campioni di golf over 50 ancora in campo Miguel Angel Jiménez è certamente uno dei più noti e conosciuti a livello mondiale; ed a mantenerlo ancora oggi nell’olimpo del golf non è solo la serie di vittorie registrate nella sua lunga carriera ma anche la sua estroversa caratterialità mediterranea dimostrata – da sempre – sia sul campo di gioco che fuori.

The Mechanic ( così soprannominato per il suo lavoro da ragazzo ) si è recentemente riconfermato un grande campione vincendo , a 58 anni suonati , il Mitsubishi Electric Championship, la gara valida per il tour dei professionisti over 50 giocata alle Havaii al Hualalai Golf Club dal 29 al 22 Gennaio scorso. Ha vinto al play off contro il neozelandese Steve Alker grazie ad un par realizzato alla seconda buca dello spareggio. Si può dire che le Havaii facciano bene al nostro stravagante campione visto che nelle ultime edizioni giocate in quel paradiso si è aggiudicato il successo per ben tre volte. Ma proviamo a conoscere meglio questo straordinario giocatore che – per molti aspetti – è da considerarsi anche uno dei migliori ambasciatori per la divulgazione di questo bellissimo sport.

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Ultime considerazioni sul recente Open d’Italia alla sua 77a edizione tenutasi dal 22 al 25 Ottobre scorso sul campo Chervò Golf a San Vigilio di Pozzolengo (BS) e che ha visto vincitore l’inglese 38 enne Ross McGowan , alla sua seconda vittoria sull’European Tour

Riconosciamo alla Federazione Italia Golf il grande merito di essere riuscita a far giocare anche quest’anno l’Open d’Italia . Non era semplice – in modo particolare per il periodo che stiamo vivendo e con il poco tempo a disposizione per organizzare una gara di questo livello – approntare le misure di sicurezza ed i servizi necessari da erogare a giocatori ed accompagnatori , soprattutto con personale in larga in parte su base volontaria.

E’ stata sicuramente una gara ‘ sui generis’ con i giocatori nella bolla confinati in sicurezza per non rischiare il contagio e senza pubblico. I pochissimi fortunati presenti sono stati concordi nel commentare che l’ambiente era molto simile a quello di una gara di circolo , l’atmosfera che si respirava era infatti rilassata e molto simile alle ‘nostre’ gare che si svolgono su un percorso senza corde o divisori e senza ‘marshall’ per tenere a bada il pubblico. Sono mancate tante cose che normalmente caratterizzano un Open , ad esempio sul tee della buca uno il tradizionale annuncio dei giocatori in partenza non era salutato con la solita calorosa ovazione fatta da un pubblico di appassionati , ma solo da qualche raro e spontaneo applauso degli addetti ai lavori presenti sul campo.

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