Il Golf ed il Marchese del Grillo

Una grande confusione, già , proprio così se parliamo di golf ! Pare infatti che l’organo responsabile del golf ( la Federazione Italiana Golf per intenderci ) stia facendo, insieme al CONI, del proprio meglio per rendere il golf sempre più antipatico ai molti che non lo praticano ed al tempo stesso sempre più incomprensibile a molti di coloro che invece lo praticano e lo amano. E’ pur vero che i momenti non sono dei migliori e che conviviamo con una pandemia che è in atto da tempo, ma proprio perché il tempo avrebbe dovuto “portare consiglio ed esperienza” ci meravigliano alcune decisioni prese in questi ultimi mesi e che sono sembrate dettate più da “improvvisazione” che da altro.

Ai primi di Febbraio, a seguito del DPCM che aveva bloccato ogni tipo di gara, la Federazione Italia Golf ( grazie anche a quanto dettato dal World Handicap System (WHS) ha superato questa decisione autorizzando ogni giocatore a “giri di campo” al fine di giocarsi il proprio hcp fuori dagli schemi di una gara ufficiale di Circolo. Unica condizione per validare i risultati ottenutidai giocatori in questi cosiddetti “giri fuori gara” e battezzati come General Play era che vi dovessero essere almeno due giocatori in campo per garantire una marcatura veritiera…lasciamo ad ogni lettore commenti e riflessioni al riguardo.

In seguito, ai primi di Marzo, la FIG ha annunciato la propria decisione di fare giocare ed “allenare” tutti coloro che avevano un handicap inferiore o uguale a 18.4, equiparando tali giocatori a livelli che appartengono solitamente ai professionisti “veri” : quelli cioè che giocano scratch o con hcp negativo per intenderci ! Questo fatto , che già di per sé era piuttosto incomprensibile, diventava addirittura inaccettabile se si rapportava – in modo realistico – alla platea degli handicap del mondo degli amateurs dove non pochi “furbi” ( italians you know..) vantano handicap in quella fascia che non rappresentano certamente il loro livello reale di gioco ma bensì sono il frutto di generose interpretazioni che gli stessi hanno dato autonomamente alle loro performances sul campo, vanificando purtroppo il senso ed il significato delle regole sulle quali si fonda questo bellissimo sport. Oltre a ciò vale la considerazione che la più larga platea dei giocatori di golf in Italia è costituita dagli over ( 55 /60 ) che , pur nel rispetto delle regole e dei “gratificanti “risultati ottenuti da una buona gara , ha handicap di medio livello e apprezza del golf anche tutti gli altri elementi che lo rendono unico : sport all’aria aperta, fatto in solitaria o con pochi compagni di gioco, buon esercizio fisico , relax ai massimi livelli che richiede comunque impegno e concentrazione su ogni parte del percorso….. altre considerazioni e commenti le abbiamo già espresse nel precedente articolo del 24 Marzo dal titolo Salvate il giocatore amateur di golf ..

A completare il quadro e sorprenderci sempre di più sono ora le ultime disposizioni della FIG che autorizzano gli allenamenti a coloro che si iscrivono ad una nuova tipologia di gara denominata 18+18 che è però subordinata ai seguenti requisiti : tessera federale, handicap uguale ed inferiore a 36 , certificato medico agonistico. Partendo da quest’ultimo ci sorprende sapere che per farsi una passeggiata sul campo da gioco in assoluta sicurezza e relax occorra un certificato medico agonistico non gratuito e che è invece da sempre obbligatorio per gli atleti di interesse nazionale . Il secondo punto relativo ad un hcp uguale o inferiore a 36 ci suggerisce l’osservazione che fissare delle barriere legate a tale valore non ha proprio senso specialmente quando ciò si riferisce a giocatori amateurs che si sono classificati con punteggi che vanno sino al limite di 54 ; e ciò in modo particolare quando avviene dopo il cambiamento del calcolo dell’hcp aggiornato ora sugli ultimi venti risultati. Insomma secondo la FIG ed il CONI chi scende in campo per allenarsi con questi requisiti soddisfatti può giocare quanto vuole ( basta una semplice iscrizione ad una gara riconosciuta dalla FIG ) mentre gli altri .. Ne consegue che con tale decisione la Federazione stabilisce altresì che coloro che rispettano i requisiti non rappresentano pericolo alcuno mentre gli altri è meglio che se ne stiano fuori da ogni possibilità di “allenamento” . Beh, si ha come l’impressioni che le scelte siano più il frutto di una eredità romana lasciata dal buon marchese del Grillo , la ricordate ? Per i più distratti la riproponiamo in questo breve filmato mentre auguriamo a tutti una buona Pasqua.


ilmiogiocodelgolf ( 02.04.2021)

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Una risposta a Il Golf ed il Marchese del Grillo

  1. Augusto Cantù ha detto:

    C’è un articolo di Sabino Cassese sul Corriere del 31 marzo u.s. che spiega bene la situazione. In sintesi egli fa notare che tutte le istituzioni italiane sono presiedute da avvocati e non da specialisti del settore. Il golf non fa eccezzione ed ecco il risultato.
    Buona Pasqua

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