I petrodollari del golf ed i diritti umani

La notizia riportata dai media più specializzati e diffusi del settore è piuttosto rilevante : Greg Norman , meglio conosciuto come lo squalo bianco, è stato nominato CEO del nuovo gruppo 1635514574008dell’ Arabia Saudita LIV Golf Investmens. Il gruppo, a detta del suo nuovo numero uno, si propone di rilanciare dal prossimo anno – grazie ad investimenti da capogiro – una serie di eventi all’interno del già esistente Asian Tour. L’operazione ha l’obiettivo di diffondere e valorizzare proprio l’Asian Tour con l’introduzione di nuove gare e la presenza di giocatori di spicco nel ranking mondiale . La novità , per questi partecipanti già famosi sulla ribalta internazionale, è che ad essi verrà garantito – sul nuovo circuito – un cachet di ingaggio soltanto per il fatto di esserci , cosa questa che non è mai stata presa in considerazione dai due Tour esistenti da tempo nel mondo del golf : il PGA Tour e l’European Tour. Entrambi infatti non sono mai stati esenti da critiche da parte del gotha dei professionisti proprio per il fatto che non riconoscono ai nomi più risonanti che partecipano alle singole tappe del loro calendario nessun pagamento aggiuntivo – oltre ai premi previsti per le singole gare – a compensazione del fatto ormai assodato che la presenza sul campo di gioco di tali nomi contribuisce notevolmente ad amplificare il  successo dell’evento.

L’iniziativa saudita terrà invece conto di quest’ultima richiesta grazie alla montagna di petrodollari che hanno a disposizione e che intendono investire per garantire il successo dell’operazione.  Non sappiamo come PGA ed European Tour potranno rispondere nel tempo anche se chi sovraintende a questi due consolidati circuiti ha già fatto sapere agli interessati che chi vorrà partecipare ad un qualsiasi evento promosso dal nuovo soggetto dovrà ottenere la loro approvazione; cosa quest’ultima che non appare così semplice ed immediata per i giocatori già al vertice della classifica della notorietà e dei guadagni .

Staremo a veder gli sviluppi ma certo è che si preannuncia una stagione che potrebbe riservare importanti sorprese grazie soprattutto all’irresistibile profumo dei dollari che sino ad ora sembra venire percepito in modo differente dalla platea degli interessati : alcuni hanno dimostrato un interesse “tiepido” verso le nuove sirene saudite mentre altri non si sono fatti scrupoli : l’agente di Dustin Johnson ad esempio ha confermato che il suo cliente ha ascoltato le proposte e ha dichiarato a Golfweek che Johnson ha chiesto l’approvazione per giocare nel 2022 Saudi Invitational.

Certo è che ci aspetteremmo una maggiore ponderazione da parte di tutti prima di aderire alla iniziativa dei ricchi sauditi poiché non si può non considerare che le proposte siano avanzate  da uno dei paesi più chiacchierati ( e non ingiustamente) per le sue trascorse simpatie verso il terrorismo e per il non rispetto dei diritti umani dimostrato in modo inconfutabile e confermato – se mai ce ne fosse bisogno – dal terribile assassinio del giornalista Jamal Khashoggi che come unica colpa aveva quella di essere entrato in contrasto con il numero uno di quel paese,  Mohammed bin Salman , proprio sui temi della libertà e della laicità dello Stato.

C’è da chiedersi se forse sia stato proprio il deterioramento nel mondo occidentale dell’immagine di questo Paese arabo e la scarsa affidabilità dei suoi leader politici a suggerire ai ” re mida “ dei petrodollari iniziative su larga scala verso il mondo dello sport,  con il chiaro scopo di recuperare le simpatie e la credibilità dalle masse dei tifosi e distogliere così l’attenzione sui punti oscuri della loro politica trascorsa e presente : terrorismo, rispetto dei diritti umani, libertà di pensiero , libertà delle donne, etc.. Questo dubbio – comune a molti – è altresì confermato dal fatto che il PIF, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita con un patrimonio totale stimato di almeno 500 miliardi di dollari, ha finanziato una serie di eventi sportivi in questi ultimi anni tra cui partite di wrestling e tornei di tennis ed ha recentemente acquistato il Newcastle United Football Club nella Premier League inglese.

La storia ci dice che  i sauditi non sono gli unici che hanno scelto di ripulirsi l’immagine grazie allo sport ; in passato molti altri Paesi anche del mondo occidentale hanno cercato di coprire le loro “ ombre politiche “ con la stessa strategia , ma in questo caso l’evidenza dei fatti non può essere ignorata soprattutto da golfisti multimilionari..

Vorremmo vedere una ferma presa di posizione da parte di tutti : giocatori, procuratori , operatori del mondo del golf professionistico e politici  a difesa dei concetti che hanno fatto grande e creato le premesse per lo straordinario sviluppo del mondo occidentale  nel secolo trascorso (e quindi anche del piccolo palcoscenico del golf ) quali sono per l’appunto la libertà e la difesa dei diritti umani; due temi sui quali non si può e non si deve transigere.

Jamal Khashoggi

L’inciso su Jamahl Kassogi

( da AGI – Agenzia Italia ) …. … lo scorso luglio era iniziato a Istanbul un processo in contumacia contro 20 persone, tutte accusate di far parte del team di sicari che fece sparire nel nulla il giornalista e dissidente, nemico del principe Mohamed Bin Salman. Tra gli imputati, anche l’ex consigliere di MBS, Saud al-Qahtani e l’ex numero 2 dell’intelligence Ahmed al-Assiri. A fine settembre la procura della metropoli sul Bosforo ha presentato dei capi di imputazione nei confronti di altri 6 sospetti. Tra i nomi spicca quello dell’ex vice console del Regno, per cui si chiede l’ergastolo con l’accusa di “omicidio premeditato commesso con modalità crudeli”. Nella lista degli imputati altri 4 dipendenti della rappresentanza saudita in Turchia con l’accusa di occultamento delle prove. Un processo farsa per la morte di Khashoggi si è svolto a porte chiuse in Arabia Saudita, conclusosi la scorsa estate con pene tra i 7 e i 20 anni inflitte a 8 persone di cui non sono stati rivelati i nomi. Il giornalista è sparito nell’ottobre 2018 dopo aver varcato la soglia del consolato saudita a Istanbul, dove si era recato per ritirare dei documenti per sposare Hatice Cengiz.

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redgolfer-1

   ilmiogiocodelgolf ( 6/10/21)

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