Open di Golf 2018 : roba da sciuri !

Adesso che è finito, che si sono chiariti i dubbi e le incertezze , adesso che abbiamo visto all’opera giocatori, organizzazione, Federazione Italiana Golf (FIG) ed il pubblico partecipante, vorrei fare alcune brevi considerazioni sul 75esimo Open d’Italia di golf di quest’anno che , come risaputo, si è tenuto al Garda Golf di Soiano del Lago dal 31 Maggio al 3 Giugno. Per ciò che riguarda i giocatori – che ho seguito durante i primi due giorni in TV ed il sabato sul campo – debbo dire che nessuno di quelli visti ha deluso  le mie aspettative , ma anzi tutti hanno offerto uno spettacolo che molto spesso mi ha entusiasmato per la tecnica di gioco : colpi di grande difficoltà (per noi comuni mortali) realizzati da questi professionisti con una semplicità ed eleganza straordinari. Dalle poche buche che ho seguito de visu ho apprezzato alcune conferme di stile e qualità quali – ad esempio – la concretezza e la determinazione del giovane danese Thorbjorn Olesen risultato vincitore, una straordinaria uscita dal bunker con la palla accarezzata e messa in bandiera dall’inglese Tommy Fleetwood, e poi un path in salita per il birdie di Francesco Molinari preceduto da uno straordinario colpo con un ferro che ha fatto schizzare la pallina da un bunker a 150 metri dal green a circa 3 metri dall’asta, ed ancora una “palla data” ad un par 3 della 8 (175 mt) da parte di David Howell e via così con molti altri shot eseguiti in modo perfetto. Come non sottolineare poi la bravura di uno fra i giocatori che, secondo me, ha caratterizzato maggiormente questa competizione ; mi riferisco al simpatico e stravagante giocatore inglese Ian Poulter che oltre ad una classe e fantasia non comune mostra solitamente – al grande pubblico che lo segue – completi di abbigliamento inimitabili e tali da contraddistinguerlo in campo in modo inequivocabile. Complimentarsi con lui per il gioco e per le sue sfilate è d’obbligo : “ Very english..isn’t it ?”

Riguardo all’organizzazione trovo doveroso segnalare l’efficienza dimostrata dagli addetti durante il venerdì notte e sabato mattina quando sono riusciti a porre rimedio alla bomba d’acqua abbattutasi inaspettatamente sul percorso.  Quello che risulta più difficile da capire è invece la politica attuata per “borseggiare” gli spettatori ( questi ultimi nettamente inferiori per numero a quelli delll’edizione precedente tenutasi al Golf Milano ) che hanno voluto seguire dal campo questa bellissima tappa dell’European Tour. Già, “ borseggiare “ dicevo, e la parola riassume efficacemente le politiche di prezzo attuate da diversi esercenti verso i malcapitati clienti : 12 € panino e birra, 2 € la bottiglietta di minerale, 6 € per un minisandwich che per dimensioni non avrebbe soddisfatto neppure Cucciolo… e coloro che volevano acquistare un gadget a ricordo scoprivano amaramente che il più piccolo e significativo per noi golfisti – una pallina Callaway sovrastampata con il logo dell’Open  – batteva un prezzo che non avrebbe sfigurato da Sotheby : 4 € cadauna !

Sempre riferito all’organizzazione e per completare il quadro aggiungo che i parcheggi non lontani dall’entrata principale chiedevano tra le 20 e 40 € al giorno e che per l’accesso al campo coloro che erano privi della tessera FIG ( mogli, parenti e amici al seguito etc. ) erano costretti sborsare 15 € a testa. Mi è parso quindi che abbiano fatto di tutto per “ allontanare “ le persone da quella che invece avrebbe potuto essere utilizzata come una invitante vetrina del golf italiano. E’ impossibile condividere questa politica che punta solamente al  cassetto giornaliero con il risultato di non promuovere lo sviluppo dei consensi verso queste competizioni; e ciò è confermato dalle scelte di marketing  attuate dalla FIG poco efficaci e  cristallizzate – per larga parte – solo sui successi realizzati da alcuni giocatori nostrani ritenendo che tale strategia possa essere sufficiente alla diffusione del golf  sopratutto nelle fasce giovanili : una visione piuttosto datata che meriterebbe una robusta revisione , attuata però da spiriti e competenze decisamente più aggiornate al fine di garantire un maggior numero di praticanti nel nostro paese che attualmente risulta ancora essere uno dei fanalini di coda nell’Europa unita.

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( saf – 09-06-2018)
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