Archivio dell'autore: ilmiogiocodelgolf

Il Grip, questo sconosciuto.

Troppo spesso non si dà al grip l’importanza che merita; eppure è l’unico punto di contatto tra noi e il bastone da golf e averlo in buone condizioni può fare la differenza. Uno studio condotto alcuni anni fa dalla Golf Pride, ha evidenziato come l’avere sui propri bastoni dei grip con più di due anni di gioco alle spalle, costi al giocatore, in media, dai 3 ai 4 colpi a giro.

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TOUR FILO D’ORO 2022 : una finale giocata e ballata !

Si è concluso il Tour golfistico lombardo 2022 a favore della Lega del Filo D’Oro. La quarta ed ultima tappa si è infatti giocata il 2 di questo mese sul bel campo del Brianza Golf di Usmate Velate (MB) ed ha fatto registrare la partecipazione di 80 giocatori e di oltre 120 partecipanti alla cena che era accompagnata da uno spettacolo musicale dedicato al tango argentino.

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Chi conosce Marion Miley ?

Chi conosce Marion Miley ? No, non è il titolo di un romanzo , ma una domanda per sollecitare e soddisfare la curiosità degli appassionati di golf che ancora non conoscono quella che fu una grande campionessa del golf amatoriale a stelle e strisce e che ebbe purtroppo la vita stroncata in modo tragico nel lontano 28 Settembre 1941; una storia che ha dell’incredibile e che è stata recentemente rilanciata da diversi media di golf grazie alla pubblicazione del libro “ The murder of Marion Miley “ scritto da Beverly Bell.

Miley era nata a Philadelphia nel 1914 ed era figlia unica di Fred Miley e Elsie Ego Miley. Per seguire il padre, che era un professionista di golf, la famiglia si trasferì nel 1921 in Florida a Fort Pierce e proprio qui iniziò a giocare a golf all’età di dodici anni mentre frequentava il St. Lucie County High School dove peraltro riuscì a diplomarsi prima di trasferirsi nuovamente , nel 1930, a Lexington nel Kentucky . Suo padre fu infatti ingaggiato come pro al Lexington Country Club mentre sua madre Elsie divenne la Club Office Manager di quel circolo ; e proprio in quest’ultimo periodo Marion ebbe modo di sviluppare notevolmente la sua predisposizione per il golf grazie alle indubbie qualità che possedeva ed alla sapiente guida del padre.

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British Open 2022. Il sorriso di Cameron Smith e le lacrime di Tiger.

Si è conclusa domenica 17 Luglio la 150ma edizione del British Open 2022 giocata – come da tradizione – sul più famoso campo da golf del mondo : l’ Old Course di St.Andrews in Scozia , un par 72 di 6.680 mt. ( 7,305 yards). La Claret Jug se l’è portata via Cameron Smith, un giovane 28enne giocatore australiano che vanta, da quando nel 2013 è passato tra i professionisti, un totale di 8 vittorie tra PGA Tour ed Europen Tour nonché diverse altre affermazioni che , nonostante la giovane età, mettono già in evidenza un palmarès invidiabile destinato peraltro a crescere. Smith ha chiuso i quattro giorni con un totale di 268 colpi ( 67, 64, 73, 64 ) ad un solo colpo di distanza dal secondo classificato , l’americano Cameron Young, ed a seguire come terzo un deluso Rory McIlroy. Pur realizzando un punteggio straordinario Smith non è comunque riuscito a migliorare il record del campo detenuto dall’inglese Ross Fisher che nel 2017 aveva fatto registrare 61 colpi.

Interessante notare , nell’intervista di fine gara, come il campione australiano abbia risposto – tra le altre – ad una precisa domanda su una sua eventuale partecipazione a LIV Golf Series : ” Non lo so, amico, è la mia squadra intorno a me che si preoccupa di tutta quella roba. Io sono qui per vincere tornei di golf….”. Va considerato che con la vittoria dell’Open il campione australiano è balzato al secondo posto del ranking mondiale pubblicato da OWGR e conta meno di 30 anni : due elementi che fanno di lui un candidato ideale agli occhi di Greg Norman CEO di LIV Golf , il ricco torneo della Superlega araba – in netta concorrenza con i tradizionali Tour occidentali quali il PGA ed European Tour – finanziato dal principe saudita Bin Salman ( accusato di essere il mandante dell’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi ) capo indiscusso in un Paese dove i diritti umani sono una chimera ed il comando autoritario che esercita si ispira rigorosamente alla legge della dottrina wahhbita. Ovviamente per rendere “ appetibile e concorrenziale ai PGA ed European Tour “ l’eventuale partecipazione al torneo arabo dei grandi giocatori di golf è solitamente pagata con una montagna di soldi che – per la maggior parte – sono di provenienza dall’inesauribile cascata di petrodollari in essere da molti decenni nelle casse saudite.

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