Anche quest’anno l’ensemble di cantanti lirici e maestri d’orchestra costituitisi con il nome “La Scala di Seta” , in omaggio al grande Gioachino Rossini autore dell’omonima opera lirica del 1812 su libretto di Giuseppe Maria Foppa, si esibirà per appassionati e non presso il Golf Club Brianza di Usmate Velate il giorno 19 Settembre.
Il gruppo di cantanti che partecipano alla manifestazione canora – citati nella Locandina a lato – ed i sei elementi che compongono l’orchestra si esibiranno sotto la guia del maestro Antonello Ghidoni diplomatosi presso il Conservatorio di Alessandria che è anche vincitore di diversi premi importanti ed ha altresì all’attivo numerosi concerti in Italia ed in molti altri Paesi del mondo. Molti i brani che verranno effettuati e che appartengono al fantastico ed eterno mondo dell’opera lirica grazie all’ingegno dei loro compositori : Bizet,Rossini,Puccini,Verdi e Mascagni.
Recentemente è stato diffuso a livello mondiale un video che mostra il presidente USA Donald Trump che gioca una partita a golf presso uno dei suoi più famosi campi : il Trump International Golf Links di Aberdeen in Scozia; e fin qui non ci sarebbe nulla di nuovo per chi – come lui – si dichiara appassionato del più bel gioco del mondo e che guida anche la più grande nazione, salvo il fatto che il video mostra una estrema scorrettezza che lascia di stucco chiunque conosca il golf e le sue regole. Di seguito il breve filmato dove uno dei volonterosi caddie fa comparire miracolasamente una pallina che , con tutta evidenza, non è quella giocata.
Dalla Federazione: Con la circolare n°6 del 9 giugno 2025 la Federazione Italiana Golf recepisce la revisione del WHS, World Handicap System annunciata nel novembre 2023 da USGA – United States Golf Association e da R&A – Royal and Ancient Golf Club St. Andrews.
Senza entrare troppo nei dettagli, le modifiche più importanti riguardano l’articolo 9, precisamente quanto contenuto dal 9.1 al 9.3, che riguarda le ‘Norme Per L’omologazione degli impianti Golfistici’.
In particolare vengono dimezzate le misure minime per poter avere un rating – e di conseguenza organizzare gare valide per l’handicap: per poter omologare un campo affiliato e ottenere dalla Federazione i valori di Course Rating e Slope Rating, adesso basteranno 685 metri su 9 buche e 1370 metri su 18 buche (con una media di 76,1 metri a buca). La misura minima di una singola buca, ai fini dell’omologazione, non potrà invece essere inferiore ai 60 metri. Queste misure derivano dalla conversione in metri delle dimensioni espresse in yards nel WHS, ovvero 700 e 1500 yards rispettivamente.
E’ per certo una norma che consentirà una più facile gestione e predisposizione dei campi, con la speranza che se ne creeranno di nuovi, se possibile più facilmente raggiungibili dai giocatori e con costi minori di gestione e quindi con costi di iscrizioni più bassi per uno sviluppo del numero di praticanti e di tesserati.
La norma strizza ovviamente anche l’occhio ai giocatori che non hanno una condizione fisica ottimale che non gli consente di gareggiare facilmente su 18 buche ‘tradizionali’, o magari anche perché non hanno colpi particolarmente lunghi. Riducendo la lunghezza delle buche sicuramente le difficoltà, ancorché sempre presenti, si ridurranno ed agevoleranno un maggior numero di giocatori.
Cronaca:La settimana scorsa si è svolto lo US Open sul campo dell’Oakmont Country Club a Plum (Pittsburgh) Pensylvania che ha registrato una vittoria a dir poco inaspettata a riprova di come questo sport sia difficile ed imprevedibile. Nonostante il parterre di prima categoria, con tutti i migliori golfisti del momento,
la vittoria è andata a J.J. Spaun numero 119 nel ranking mondiale ed ora approdato nella ‘top ten’ (si veda anche la classifica riportata sul nostro sito nella colonna di sinistra, aggiornata settimanalmente).
Lo stesso Spaun aveva in precedenza detto “Ho fatto la mia carriera, inutile aspettarsi di più” ed appena un anno fa aveva quasi deciso di smettere di giocare! Complimenti Spaun! si può proprio citare l’incitamento ‘Non mollare mai’. Erano presenti anche tre italiani: Edoardo Molinari, Andrea Pavan e Guido Migliozzi, che però purtroppo non hanno passato il taglio su un campo peraltro difficilissimo, basti dire che solo il vincitore a girato sotto il PAR sui quattro giorni.
Invito All’Open d’Italia: i giocatori italiani avranno modo di rifarsi la prossima settimana durante l’82° Open d’Italia che si terrà dal 26/6 al 29/6 all’Argentario Golf Club. Suggestiva location in provincia di Grosseto, che offre agli spettatori di godere, oltre che del fantastico spettacolo golfistico, anche degli splendidi paesaggi e delle spiagge che lo circondano. Il Dp World Tour non è sicuramente all’altezza del PGA per la presenza di top players nell’entry list delle gare e per i premi concessi, ma ciò nonostante offre sempre uno spettacolo di golf di primo livello con gare avvincenti fino all’ultima buca dell’ultimo giorno. Perchè non passare qualche giorno della prossima settimana all’Argentario e vedere anche un ottimo golf? Vi aspettiamo.
Negli ultimi anni, i mini driver stanno tornando alla ribalta nel mondo del golf, grazie anche all’interesse crescente da parte di alcuni professionisti che li hanno introdotti nei loro set durante tornei ufficiali. Ma cosa sono esattamente questi bastoni ibridi e perché potrebbero rappresentare un’opzione valida per molti golfisti, sia amatoriali che esperti?
Il mini driver è una via di mezzo tra un driver tradizionale e un legno 3. La sua testa è più piccola rispetto a quella di un driver standard – solitamente tra i 275 e i 300 cc, contro i 460 cc dei modelli classici – mentre lo shaft è leggermente più corto, in genere tra i 43 e i 44,5 pollici. Questo rende il bastone più maneggevole e facile da controllare. Anche il loft è più alto, con angoli che vanno dagli 11° ai 14°, aiutando così ad alzare più facilmente la palla.
Dal punto di vista tecnico, il mini driver si distingue per una maggiore precisione, soprattutto dal tee. Questo è uno dei suoi principali vantaggi: grazie alla testa più compatta e allo shaft più corto, molti giocatori riescono a colpire più frequentemente la palla nel centro della faccia del bastone e a mantenere una traiettoria più costante. È ideale su buche strette dove la precisione conta più della distanza, ed è spesso preferito da chi non si sente completamente sicuro con il driver tradizionale.
Tuttavia, ci sono anche alcuni svantaggi da considerare. Il mini driver, infatti, offre meno distanza rispetto a un driver standard e non è così versatile dal fairway come un legno 3. Inoltre, per i buoni giocatori con grande potenza e velocità di swing elevata, potrebbe risultare meno utile rispetto a un driver classico che permette di sfruttare al massimo la propria forza. Il mini driver si rivela particolarmente adatto a golfisti amatoriali, con una velocità di swing moderata o a coloro che cercano maggiore tolleranza nei colpi dal tee. Anche i senior e i giocatori tecnicamente esperti possono apprezzare questo bastone per la sua capacità di offrire un buon equilibrio tra controllo e distanza.
In conclusione, il mini driver rappresenta una soluzione interessante per molti giocatori, specialmente in condizioni in cui la precisione è prioritaria. Non è detto che sostituisca completamente il driver, ma può certamente arricchire la sacca di chi cerca maggiore versatilità e sicurezza nei colpi di partenza.