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Contributo di solidarietà

Il Contributo di Solidarietà introdotto recentemente dalla Federazione Italia Golf (FIG) sta’ sollevando non poche perplessità e polemiche nel mondo degli amateur , e ciò sia per l’opportunità che per le modalità attuative espresse. Non vogliamo ergerci a giudici sul tema ma bensì dare voce alle molte osservazioni raccolte e che ci auguriamo possano trovare risposte da parte della FIG e degli organi preposti. Già l’iniziativa di fare cessare la formula del “ tesseramento libero “ ai giocatori desta un certo stupore.


Nel rapporto tra ” Federazione – Circoli di golf – Giocatori ” esistono comportamenti e regole consolidate da tempo che ne regolano l’andamento anche secondo le legislazioni del Paese.
Modificare tale processo da parte di uno degli attori giustifica le non poche perplessità sollevate. A maggior ragione se ciò avviene con norme non esaustive o che potrebbero essere interpretate in contrasto con la legislazione attuale . In tal caso diventano giustificati dubbi e domande di chiarimento da parte degli amateur di golf e delle comunità che operano in questo mercato Noi abbiamo voluto riassumere le osservazioni raccolte e proporle per le riflessioni e le conclusioni di tutti .

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Dubbi e perplessità

La prima riguarda la differenziazione dell’applicazione o meno del Contributo in funzione della distanza che intercorre tra il luogo di residenza del giocatore e l’ubicazione del Circolo ; se tale distanza supera i 150 Km allora il tesserato sarà obbligato al pagamento del Contributo di solidarietà , pari a 500 € , alla FIG. Sorge spontaneo il dubbio che tale imposizione possa essere in contrasto con l’articolo 16 della nostra beneamata ed inossidabile Costituzione che recita : “ Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale ” . Certo è che questa norma va nella direzione opposta alle aspettative di coloro che – con un ottimismo preveggente – traguardavano invece l’utopico e non semplice obiettivo di un Tesseramento libero valevole per tutta Europa.. olbiettivo al quale dovrebbero tendere tutte le Federazioni europee.

L’altro punto è quello relativo all’importo fissato in 500 € . e per il quale però non viene indicato quali siano stati gli elementi che hanno contribuito alla definizione di tale cifra. Così come la “ destinazione dei fondi “ che la FIG dichiara di voler destinare ai “ Circoli più virtuosi “ appare anch’essa piuttosto generica ; l’unica certezza è che il gettito di tale Contributo entrerà nelle casse della FIG .

Domande e dubbi anche per le modalità di gestione di ciò che è a valle dell’applicazione della norma : saranno i Circoli che dovranno controllare e fare pagare i tesserati liberi ? Cosa succederà ai giocatori che non vorranno sottoscrivere il Contratto e quindi quali modalità sanzionatorie sono previste ? Da parte di chi ? A chi ed in che modo toccherà il compito di controllare l’operatività dei Circoli su tale tema ? etc. etc.

Gli altri chiarimenti

Una ulteriore ” genericità ” merita secondo noi una risposta dettagliata , si tratta dei due paragrafi “Finalità redistributiva e sostenibilità a luungo termine” e Contrasto alla distorsioni sistemiche e tutela della leale concorrenza “ presenti nella Circolare n. 19 del 23 dicembre 2025. Circa poi la “ Natura e fondamento giuridico del Contributo di Sostenibilità e Solidarietà “ viene spontaneo il richiamo ad un principio elementare ed irrinunciabile che deve caratterizzare il cosidetto mercato “ libero “ nel quale si muovono domanda ed offerta . Insomma non smentiamo l’interpretazione delle regole se affermiamo che il Circolo di Golf è il “fornitore “ ed il golfista il “ cliente “ di quello che la Federazione chiama – con linguaggio forense – “ scambio sinallagmatico “ ma che più semplicemente è un contratto di compra-vendita di un servizio. Un ultima sottolineatura é quella che in tale contratto, definito liberamente sulla base delle condizioni richieste dal Circolo , si inserisce in modo inatteso una terza parte modificando in modo sostanziale quanto concordato : solleva non poche osservazioni il fatto che a fronte del pagamento di un fee al Circolo non tutti giocatori possano giocare su quel campo e beneficiare dei servizi forniti grazie ad una “discriminante ” imposta da una terza parte (FIG) relativa al luogo di residenza e delle modalità di iscrizione . Agli esperti l’ardua sentenza…

Sergio A.F. per ilmiogiocodelgolf