Nuovi cambiamenti alle regole del golf

I testi e le immagini che compongono il presente articolo sono stati ricavati da quanto pubblicato sul sito della USGA United States Golf Association e si riferiscono alle variazioni di alcune importanti regole che governano lo sport del golf. Anche i filmati a commento di ogni singola regola espressa , in lingua originale e visionabili cliccando sull’immagine evidenziata, fanno parte di quella pubblicazione. Tali variazioni avranno decorrenza effettiva dal 1° gennaio 2019  e sono concernenti le seguenti otto aree già esistenti all’interno delle attuali regole : 1) Palla Ferma, 2) Palla in movimento, 3) Ovviare e Droppare , 4) Area del percorso, 5) Equipaggiamento, 6) Giocare la palla, 7) Tempo di gioco, 8) Comportamento del giocatore. Qui di seguito ne abbiamo selezionate solo alcune tra le più importanti  per darvi una idea più precisa dei cambiamenti che saranno applicati su tutti i campi dal prossimo anno. Per avere però una visione completa di tutte le nuove regole in dettaglio suggeriamo di collegarsi alla pagina della USGA pubblicata sotto il seguente titolo 2019 : golf’s news 

                     1) Palla Ferma

1.1 Palla mossa durante la ricerca     Non ci sono penalità per la palla mossa accidentalmente durante la ricerca.

 

1.2 Palla mossa sul putting green   Nessuna penalità per la palla o il marchino mossi accidentalmente sul putting green Continua a leggere

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Phil Mickelson : la classe di un campione intramontabile.

Phil Mickelson, il grande e famoso campione di golf californiano ( San Diego )  che tra pochi mesi  spegnerà 48 candeline , si è aggiudicato – lo scorso 4 marzo – sul campo  del Club de Golf Chapultepec ( uno storico par 71 di Città del Messico ) il primo dei 4 tornei che compongono il mini circuito mondiale del World Golf Championships.

Phil Mickelson

A confermare che è stata una gara molto tirata per il grande “ Lefty “ ( nickname dovuto al suo essere mancino ) il fatto che l’ha vinta alla prima buca del playoff e contro un grandissimo campione, molto più giovane , quale è il suo connazionale Justin Thomas che occupa il secondo posto del ranking mondiale. Lefty ha condotto l’ultimo giro con sette birdie e due bogey (66, -5) mentre Thomas si è qualificato per il playoff grazie a un eagle realizzato da distanza impossibile alla buca 18. Alla prima buca di spareggio però Justin Thomas ha mancato il green, forse appagato dal fatto che la settimana precedente aveva vinto l’Honda Classic , una tra le più importanti tappe del PGA Tour. Continua a leggere

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Handicap di gioco nel golf : la globalizzazione partirà dal 2020

Importanti novità riportate sul sito della FIG ( Federazione Italiana Golf ) e riferite al nuovo modo di gestire gli handicap che verrà uniformato in tutto il mondo a partire dal 2020. Di seguito riportiamo il testo del comunicato.

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Dopo più di 6 anni di lavoro, che hanno visto coinvolte le 6 governing body mondiali in materia di handicapping (Argentina, Australia, CONGU, EGA, Sud Africa e USGA), il progetto ideato congiuntamente da R&A e USGA di  sviluppare un sistema unico mondiale di gestione degli handicap sta per diventare realtà. Il nuovo sistema, la cui entrata in vigore è prevista nel 2020, ha 3 principali obiettivi:

  • garantire a ciascun giocatore un handicap sufficientemente preciso che rispecchi la propria abilità di gioco
  • dare la possibilità di avere un handicap ad un maggior numero di giocatori
  • permettere agli handicap di essere validi e utilizzabili in tutto il mondo.

Ecco le principali novità del nuovo sistema: Continua a leggere

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Genesis Open 2018 : vince, tra le lacrime, un grande Bubba Watson

Bubba Watson

Bubba Watson ha vinto l’importante tappa del Genesis Open a calendario del PGA Tour dal 15 al 18 Febbraio sul percorso del Riviera Country Club di Pacific Palisades ( Los Angeles, California ) , un par 71 con difficoltà incredibili  offerte ai giocatori sia dal tracciato del campo che dai green la cui ‘ lettura ‘ era pressoché impossibile. Ha realizzato il punteggio da primato di 272 colpi nei 4 giri (68 70 65 69, -12) giocando in modo perfetto e secondo il suo standard migliore. Ho seguito a tratti le giornate precedenti ma ho invece gustato per intero la giornata finale in quanto trasmessa da Sky. Il percorso ha impegnato i campioni con colpi che per un appassionato di golf possono solo suscitare entusiasmo ed ammirazione, così come gli aspetti umani dei grandi giocatori in campo che , particolarmente in gare così impegnative, vengono posti in grande evidenza. Una conferma a ciò la si è avuta dall’improvviso pianto di Bubba Watson quando, dopo aver fatto l’ultimo path con il quale si è aggiudicato il trofeo, ha abbracciato il proprio caddie e si è lasciato andare alle lacrime in modo irrefrenabile. I motivi di tale comportamento , secondo il parere degli esperti che hanno commentato la prestazione, sono due : il primo – facile ed intuibile – nasce dal fatto che il 39enne giocatore di Bagdad (Florida) aveva accumulato una tensione altissima per tutti i 4 giorni di una gara giocata con una concentrazione unica contro grandissimi campioni, mentre il secondo ( per me più significativo del precedente ) è stato quello di essere uscito da un tunnel imboccato alcuni anni fa e che lo aveva portato ad essere quasi dimenticato dal mondo dei grandi professionisti di golf. Infatti dal 2014 Bubba non aveva più vinto alcuna gara di rilievo ed era caduto in una depressione che gli aveva fatto valutare seriamente – per sua stessa ammissione – la possibilità di smetterla con il golf ed ‘ appendere ‘ le scarpe al chiodo; e tutto ciò nonostante un palmares invidiabile : due Masters ( 2012 e 2014 ), le partecipazioni con la squadra statunitense alla Ryder cup nel 2010, 2012 e 2014, e non ultimo la conquista di  ben 10 titoli nel  PGA Tour. Continua a leggere

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Conoscere i propri ferri …mentali.

Pubblico con piacere i preziosi suggerimenti dalla mental coach Sonja Caramagno ,  ogni giocatore dovrebbe sempre tenerli nella giusta considerazione per ottenere risultati soddisfacenti in campo. Eccoli :

La routine pre-gara

Come ogni sabato e ogni domenica che si rispettino, ti sei alzato presto, hai fatto una ricca colazione ed hai pensato ad ogni minimo dettaglio per la tua giornata golfistica. Hai pensato alla maglia idonea per la stagione con il simbolo del tuo circolo. Quindi i guantini, la sacca con i tuoi amati ferri, e, per finire, anche il tuo amuleto portafortuna! E poi il nutrimento durante il giro in campo. Acqua, frutta e carboidrati.

Hai curato tutto per sentirti pronto ad affrontare la giornata, e sai già, perché di esperienza ne hai da vendere, che potrà avere un sapore dolce, e allo stesso tempo, amaro.

Entri in campo e vai sul tee della buca 1: bel driver, si inizia bene! Continui con fare sicuro. Si sa che il primo colpo è quello che ti rassicura e determina di certo le prime buche, se non tutta la gara. Ma i colpi pian piano cominciano a vacillare. La fatica si fa sentire ed in gara collezioni qualche putt di troppo. Ti ritrovi pertanto alla buca 8 e ti sento dire: “lo sapevo che oggi non era giornata“. Oppure “Questo tempo non mi aiuta” . O ancora: “Adesso me ne vado a casa!”.

Non di soli ferri fisici vive un golfista…

Caro golfista, al di là del tuo zainetto di beni materiali, ti sei mai chiesto con quali convinzioni e pensieri fai ingresso in campo prima di una gara? E ti sei mai chiesto su quali risorse personali puoi contare?

Devi sapere che, parimenti a come ti sei allenato, alla cura che metti nell’alimentazione e nel definire i dettagli tecnici, allo stesso modo ti dovrai occupare dell’aspetto mentale. Focalizzati nella preparazione della gara e nella sua gestione in campo. Per i pro questo è un aspetto fondamentale. Ma anche per un amateur deve essere importante. E’ esattamente quel bagaglio di pensieri, convinzioni e risorse personali, che ti sarà utile conoscere, a cui potrai appellarti nei momenti-no, quando la mente è offuscata e sta limitando la tua performance tecnica. Preparare pertanto la cassetta degli attrezzi anche in campo mentale è un modo che ti condurrà ad esprimere al meglio il tuo talento ed il tuo potenziale. Continua a leggere

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GOLF : al Farmers Insurance Open 2018 Jason Day vince un playoff da cardiopalmo mentre Tiger ritorna alla grande.

Jason Day

Confesso, l’altra notte ( giorno 28) sono stato sveglio sino alle 2.30 a gustarmi il grande golf , e cioè sino a quando Sky ha interrotto il collegamento dal Farmers Insurance Open 2018, l’importante tappa del PGA Tour giocata dal 25 al 28 di questo mese sul campo di Torrey Pines a San Diego (California): Stava infatti calando la sera ed allora, dopo la quinta buca di playoff tra l’australiano Jason Day e lo svedese Alex Noren, il risultato era ancora quello di un incredibile pareggio. Nessun vincitore quindi e tutto da rimandare alla mattina del giorno seguente quando – finalmente alla sesta buca del playoff ( la 18 ) – Jason Day piazzava un secondo colpo straordinario da birdie mentre l’avversario non andava oltre il bogey. E’ stata comunque una sfida giocata tra due grandissimi campioni di golf, con colpi di altissimo livello – dettati da strategie di gioco ammirevoli – che entrambi hanno sfoderato sia durante le quattro giornate del torneo che sulle sei buche finali del playoff : un golf stellare sicuramente apprezzato da tutti gli appassionati di questo bellissimo sport. Per il trentenne campione australiano si è trattato di un ritorno alle alte classifiche del PGA Tour dopo la sua latitanza di oltre un anno speso in larga parte a curare la malattia della mamma, qualche infortunio ed alla nascita del suo terzo figlio. I suoi avversari sono stati di tutto rispetto come testimonia la leaderboard finale del torneo riferita alle prime 5 posizioni :

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L’Abu Dhabi Championship ancora a Fleetwood.

abu-dhabi-hsbc-logoAll’ Abu Dhabi Golf Club , negli Emirati Arabi,  dal 18 al 21 gennaio si è giocata una tra le più importanti tappe dell’European Tour di golf :  l’ Abu Dhabi HSBC Championship. Anche quest’anno , come l’edizione precedente, ha vinto l’inglese Tommy Fleetwood  con 266 colpi, due di meno del suo diretto inseguitore Ross Fisher. La classifica finale è stata comunque dominata dagli inglesi che, come appare dalla tabella sottostante, hanno occupato 4 delle prime 5 posizioni. Continua a leggere

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