Il gioco del golf : le diverse formule di gara. (parte prima)

La gara, cioè la competizione con gli altri giocatori, è nel gioco del golf molto diffusa e apprezzata dai praticanti tanto da rappresentarne l’anima. Senza gare , e quindi senza il misurarsi con se stessi e con gli altri nel rispetto delle regole previste, esso perderebbe molto del proprio fascino e quindi l’interesse di moltissimi giocatori 1925 Gara al StAndrewsdilettanti (amateur). Credo che ciò dipenda dal fatto che la gara nel golf, come anche in altri sport, rappresenta il modo più semplice ed immediato per valutare le proprie capacità di gioco che però,  per questa particolare disciplina, sono rappresentate da un mix di diverse caratteristiche che ogni giocatore deve dimostrare : competenze tecniche, capacità di concentrazione, buona forma fisica, abilità nella formulazione delle proprie strategie adattandole alle possibilità del momento,  rispetto dei propri avversari e per se stessi, etc. Ho voluto elencare come ultimo “ il rispetto per se stessi “ non perché questa voce è la meno importante ma bensì perché vorrei porla in evidenza sulle altre.

Credo infatti che – in questo sport più che in altri – questo aspetto abbia un’importanza straordinaria proprio perchè il golf ripone la massima fiducia nel giocatore invitandolo ad una autodichiarazione sul numero di colpi fatti per “chiudere” la buca nel rispetto delle regole del gioco; tutto ciò si traduce in un punteggio finale che compone il  ranking al cui primo posto è piazzato il vincitore. Beh, credo concorderete con me che non sono molti gli sport che accettano come buona una semplice dichiarazione da parte del giocatore che dovrà essere registrata su un cartellino   (score), buca dopo buca, e consegnata solo alla fine del giro del campo ai giudici di gara.
Qualcuno potrebbe obbiettare che lo score di ognuno è tenuto e scritto da un altro componente del team di gioco (il marcatore), ma è facilmente intuibile da chiunque il fatto che durante il percorso di una buca – rappresentato solitamente da qualche centinaio di metri in mezzo a prati, boschi, siepi, laghi e così via – sia possibile , per ogni giocatore componente di un team che inevitabilmente si sgrana sul terreno, derogare dalle molte regole previste, quali ad esempio spostare la pallina coi piedi, spostare un ostacolo, facilitare la propria  linea di gioco, insomma in una battuta : avvantaggiarsi in modo fraudolento rispetto agli altri giocatori. Ecco allora che – secondo me – il rispetto per se stessi in questo frangente diventa fondamentale ed è certamente proporzionale al tipo di comportamento adottato in campo durante la gara.
Detto quanto sopra come premessa indispensabile per meglio capire lo spirito del golf, veniamo ora alle formule di gare maggiormente diffuse. Voglio premettere che non elencherò tutte le gare in questo articolo (sono troppe le formule per un solo spazio come questo) ma lo farò a più riprese con altri post a seguire che – mi auguro – potranno beneficiare anche della collaborazione di qualche amico di buona volontà. Precisiamo il fatto che ogni gara normalmente si effettua su un percorso di 18 buche e che solo ultimamente quelle su 9 stanno registrando un lieve incremento : forse la motivazione di tale trend risiede nella relazione tra il golf e l’innalzamento dell’età media degli amateur ? O più semplicemente dipende da rapporto esistente tra il tempo disponibile del  giocatore ed il costo della gara ? Confesso che non so dare una risposta e quindi rimando al lettore l’ardua sentenza !
Gara stroke play ( gioco a colpi)
Nella gara stroke play vengono contati i colpi che il singolo giocatore impiega per chiudere la buca tenendo però conto dell’handicap (*) assegnato allo stesso. Tra i vari tipi di gare stroke play le più comuni sono due con formule alternative :  Medal o Stableford.
Nella Medal ogni giocatore segna su un cartellino, ritirato ad inizio gara, i propri i colpi eseguiti ad ogni buca; vincitore sarà quello che ha concluso il giro con meno colpi totali . Nel caso di gare di amateur si avranno due punteggi : il netto ed il lordo. Il lordo è il totale dei colpi eseguiti mentre quello netto è dato dalla sottrazione dal lordo del proprio handicap di gioco. Esempio : colpi totali tirati nell’intero giro 105, handicap di gioco 15, il risultato Lordo sarà 105 mentre quello netto 90.
La gare con formula Stableford stanno oggi prendendo sempre più piede tanto da diventare ormai la quasi totalità delle gare dei circoli di golf riservate agli amateur. Premesso che esitono il PAR del campo e l’handicap di ogni giocatore (*) la gara stableford non conta i colpi totali ( che hanno comunque importanza) ma si basa bensì sul punteggio ottenuto da ogni giocatore e quindi da quanto riportato poi nella graduatoria finale pubblicata dal circolo. Vince ovviamente chi ha fatto più punti.
Ogni giocatore ha assegnato, per ogni buca del percorso, un numero di colpi  per imbucare partendo dal tee di partenza. Il numero di colpi a disposizione  è assegnato dai responsabili di quel campo in funzione di due parametri : la difficoltà di ogni singola buca e l’handicap assegnato al giocatore. La difficoltà è fissata dal circolo in base alle statistiche storiche dei risultati ottenuti su quella buca, mentre l’handicap del giocatore è assegnato ed aggiornato dalla FIG in base ai risultati ottenuti dal giocatore stesso sino a quel momento.  Va subito detto che si parte da  2 ! In che senso vi chiederete ?  Beh, 2 sono i punti che ogni buca frutterà al giocatore se sarà conclusa con l’esatto numero dei colpi assegnati ( buca + handicap di gioco). E se i colpi sono maggiori o minori di quelli assegnati come varia il punteggio ?
Con questo semplice esempio si chiarirà ogni dubbio. Per una buca che prevede per il giocatore 6 colpi totali ( 4 colpi espressi dalle difficoltà assegnate dal campo + 2 colpi concessi per il proprio hco di gioco ) avremo le seguenti assegnazioni possibili :
chiusa nei 6 colpi assegnati       2 punti
chiusa in 5 colpi                         3 punti    (birdie)
chiusa in 4 colpi                         4 punti    (eagle)
chiusa in 3 colpi                         5 punti
chiusa in 7 colpi                         1  punto   (bogey)
chiusa in 8 colpi e +                   nessun punto
Come accennato in precedenza ne consegue che, in base ai punti ottenuti in ogni singola gara, il giocatore potrà migliorare o peggiorare il proprio handicap di gioco raggiunto sino a quel momento. Se egli avrà fatto, grazie al proprio gioco espresso in gara, molti più punti di quelli previsti per lui ( 2 per ogni buca + quelli del proprio hcp ) il suo handicap scenderà mentre se avrà fatto sensibilmente meno accadrà il contrario. In definitiva, come abbiamo già detto, l’handicap rende la gara più democratica ed omogenea per tutti i concorrenti  in gioco, assegnando ad ognuno un numero di colpi – aggiuntivi a quelli già previsti dal campo – che sono conseguenti ai risultati ottenuti in precedenza.
A proposito del ” rispetto per se stessi ” voglio chiudere questa prima parte rimandando tutti a quanto riportato di seguito  sullo spirito del gioco e facilmente comprensibile da chiunque.  
( Spirit of the Gamehonesty, integrity, courtesy: three words that have come to represent the spirit in which the game of golf is played ) 

(saf)

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(*) vedere articolo dell’8/10/2014.  ” Il gioco del golf : informazioni di base”
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2 risposte a Il gioco del golf : le diverse formule di gara. (parte prima)

  1. Lucio ha detto:

    Articolo ben fatto, ma io personalmente, forse per questione personale, sarei partito più a monte: primum, collidere pila semper. Ma come di fa?!

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    • safabbri ha detto:

      Grazie Lucio, ma lo spirito del golf si deve applicare a tutti ed in ogni momento : sia che collidi la pila
      o che la cicchi…questo infatti è mutevole nel tempo mentre lo spirito deve restare immutato, sempre.

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